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Comunità energetica di Oristano: il valore sotto la regia legale dell’avvocato Gabriele De Luca

  • Immagine del redattore: Gabriele De Luca
    Gabriele De Luca
  • 10 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Oristano si prepara a compiere un passo importante verso un nuovo modello di produzione e consumo dell’energia: non più soltanto singoli impianti fotovoltaici, ma una vera Comunità energetica rinnovabile capace di coinvolgere cittadini, imprese, associazioni ed enti pubblici.

Lo studio di fattibilità commissionato dal Comune e presentato all’Hospitalis Sancti Antoni ha evidenziato condizioni territoriali e infrastrutturali particolarmente favorevoli. La presenza di tre cabine primarie, il potenziale di sviluppo degli impianti e l’interesse già manifestato dal territorio possono consentire alla città di diventare uno dei principali poli sardi dell’energia condivisa.

Ma una Comunità energetica rinnovabile non nasce con la sola installazione di pannelli. Perché il progetto funzioni, produca benefici e possa durare nel tempo, è necessario costruire un’organizzazione dotata di regole chiare, procedure trasparenti e rapporti equilibrati tra tutti i partecipanti.

È in questo passaggio che ha assunto un ruolo determinante il lavoro dell’avvocato Gabriele De Luca, che ha già seguito la costituzione di diverse Comunità energetiche in Italia e che ha curato il profilo giuridico del percorso avviato a Oristano, insieme con i partner ingegneristici di Egeria SRL e Glocalnet SRL.



La CER è prima di tutto un soggetto giuridico


L’energia costituisce il cuore tecnologico di una CER, ma è il diritto a renderne possibile la condivisione.

La Comunità energetica deve infatti essere organizzata attraverso un soggetto giuridico autonomo, fondato su una partecipazione aperta e volontaria e orientato non alla massimizzazione del profitto, ma alla produzione di benefici ambientali, economici e sociali per i propri membri e per il territorio.

Occorre quindi definire chi possa partecipare, con quali modalità si possa aderire o recedere, come siano assunte le decisioni, quali siano i diritti dei produttori e dei consumatori, come vengano distribuiti gli incentivi e quali responsabilità ricadano sugli organi della Comunità.

Statuto, regolamento, contratti, procedure di adesione e criteri di ripartizione non rappresentano adempimenti formali. Sono l’infrastruttura che consente alla CER di operare correttamente, accedere ai meccanismi incentivanti, prevenire conflitti e mantenere nel tempo la fiducia degli aderenti.

Il valore della consulenza legale consiste proprio nel tradurre una normativa complessa e in continua evoluzione in un modello operativo comprensibile, affidabile e accessibile.


Il modello Oristano: cittadini e Comune senza intermediari


Tra gli aspetti più innovativi del progetto vi è la scelta di costruire un rapporto diretto tra amministrazione e territorio.

Il protocollo predisposto e la piattaforma digitale inserita nel sito istituzionale consentono a cittadini, imprese e associazioni di informarsi e manifestare il proprio interesse direttamente attraverso il portale del Comune, senza dover passare necessariamente attraverso intermediari privati.

Secondo l’avvocato De Luca, si tratta di un’esperienza unica in Sardegna e tra le prime in Italia.

La rilevanza dell’iniziativa non è soltanto tecnologica. La piattaforma rende concretamente applicabili principi essenziali quali pubblicità, trasparenza, parità di accesso e partecipazione consapevole. Il cittadino non viene considerato un semplice destinatario del progetto, ma un potenziale protagonista della Comunità.

In questo modo, la costruzione giuridica diventa anche uno strumento di democrazia energetica: le regole non servono a complicare l’adesione, ma a garantire che ciascun partecipante conosca preventivamente condizioni, diritti, obblighi e benefici.


Una regia legale per tutelare il Comune e gli aderenti


Per un’amministrazione pubblica, promuovere una Comunità energetica richiede un equilibrio particolarmente delicato.

Il Comune deve favorire la partecipazione e mettere a disposizione il proprio patrimonio e le proprie competenze, senza alterare la natura autonoma della CER. Deve inoltre coordinare la normativa energetica con le regole amministrative, civilistiche, fiscali, contabili e contrattuali applicabili agli enti pubblici.

Una progettazione giuridica adeguata permette di definire con precisione il ruolo dell’amministrazione, separare le responsabilità, disciplinare l’eventuale utilizzo di edifici e impianti pubblici e garantire procedure coerenti con i principi di imparzialità e buon andamento.

Il contributo dell’avvocato De Luca assume pertanto una dimensione strategica: costruire un modello che protegga il Comune, rassicuri cittadini e imprese e renda la futura Comunità compatibile con il quadro regolatorio nazionale.

Non si tratta soltanto di verificare la conformità degli atti, ma di progettare preventivamente la governance della CER affinché interessi pubblici, iniziativa privata e benefici collettivi possano convivere.


Dalla fattibilità tecnica alla sostenibilità istituzionale


Lo studio tecnico ha individuato un territorio pronto. La progettazione legale deve ora rendere questa opportunità concretamente praticabile.

La presenza delle cabine primarie consente di individuare le aree nelle quali l’energia può essere condivisa. Gli impianti permettono di produrla. La piattaforma raccoglie l’interesse della comunità. Ma è il modello giuridico a collegare tutti questi elementi e a trasformarli in un sistema stabile.

Una CER ben costruita può ridurre i costi energetici, favorire nuovi investimenti nelle fonti rinnovabili, sostenere famiglie e attività economiche e trattenere sul territorio una parte delle risorse generate dall’energia.

Al contrario, regole incomplete, criteri di ripartizione poco chiari o una governance non equilibrata possono compromettere la partecipazione e generare contenziosi.

Per questo il lavoro legale deve accompagnare l’intero percorso: dalla scelta della forma giuridica alla costituzione del soggetto, dalla predisposizione degli atti alla gestione delle adesioni, fino alla regolamentazione dei rapporti con il Gestore dei servizi energetici e con gli altri operatori coinvolti.


Un progetto energetico che diventa progetto di comunità


La sfida avviata a Oristano mostra come la transizione energetica non sia soltanto una questione di tecnologia o di incentivi.

È anche una questione di istituzioni, fiducia e regole.

Il percorso pubblico e partecipato annunciato dal Comune, con incontri informativi e workshop destinati ai cittadini, potrà contribuire a trasformare un progetto tecnico in una vera esperienza comunitaria. Provincia, Consorzio industriale, imprese, associazioni e cittadini potranno concorrere alla costruzione di un modello capace di generare valore economico e sociale.

In questa prospettiva, il ruolo dell’avvocato Gabriele De Luca evidenzia una verità spesso sottovalutata: nelle Comunità energetiche il diritto non arriva alla fine, per formalizzare decisioni già prese. Interviene sin dall’inizio per rendere il progetto possibile, governabile e inclusivo.

La Comunità energetica di Oristano potrà diventare un modello non soltanto per la quantità di energia condivisa, ma per la qualità delle regole attraverso le quali quella energia sarà messa al servizio del territorio.


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